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La tecnologia che aiuta la sicurezza nei cantieri

Mike lavora in cantiere da oltre quindici anni. Nel ruolo di operaio, ha visto cambiare completamente le modalità di organizzazione e di svolgimento del suo lavoro. Da qualche anno, l’avvento della tecnologia ha prodotto per lui e per i suoi colleghi di cantiere risultati importanti sul fronte dell’efficienza e della produttività. Ma soprattutto ha elevato a standard molto più alti il livello di sicurezza per tutti coloro che - come lui - lavorano nelle grandi infrastrutture complesse, negli impianti energetici e in quelli petrolchimici.

Nei primi tempi la radio-frequenza e il GPS sono state fra le principali innovazioni introdotte, sempre con l’obiettivo di aumentare l’affidabilità delle strutture e incrementare la sicurezza sul lavoro. Gli strumenti di localizzazione e di monitoraggio real-time dei soggetti che operano in cantiere hanno aperto la strada a tecnologie via via più evolute, che oggi conosciamo con decine di nomi diversi, tra cui “droni”, “robot” e BIM (Building Information Modeling).

Come hanno spiegato, in un intervento per il magazine EVOLVE, gli analisti di Boston Consulting Group, alcuni player si stanno già muovendo verso il monitoraggio avanzato del cantiere, utilizzando una tecnologia GPS indoor per individuare zone di pericolo e attivare gli allarmi di sicurezza. Altri propongono training in realtà virtuale su procedure di sicurezza o monitoraggio delle funzioni vitali via wearables per prevenire o gestire situazioni di pericolo.

Di fatto, grazie alla realtà virtuale è più semplice rappresentare, consultare e interpretare i milioni di dati che i sensori raccolgono quotidianamente in ogni campo. E fra le ‘killer technologies’ che impatteranno in maniera sostanziale sulle modalità di lavoro per le imprese nel prossimo futuro, insieme alla realtà virtuale (ambiente immersivo completamente alternativo a quello che ci circonda, vissuto tramite l'uso di un visore, tipo Oculus, che ci isola completamente, immergendoci in un mondo immaginario realizzato graficamente) c’è la realtà aumentata, strumento molto utile in diversi campi, ma differente dalla Virtual Reality.

La Realtà Aumentata (AR – Augmented Reality) prevede dispositivi in grado di “aumentare” o arricchire soprattutto a livello di informazioni, il mondo che ci sta davanti. Il computer infatti utilizza sensori e algoritmi per determinare la posizione e l’orientamento di una telecamera. La tecnologia AR crea oggetti in grafica 3D e li orienta come apparirebbero dal punto di vista della telecamera, sovrapponendo le immagini generate a quelle del mondo reale.

Smart Helmet per aumentare la realtà

Come applicazione pratica per la propria sicurezza in cantiere, oggi Mike può indossare lo smart helmet, il caschetto intelligente (wireless ed ergonomico) che lo aiuta sul campo e lo connette in remoto con i colleghi. “Noi tecnici - spiega Mike - siamo direttamente collegati con gli specialisti del quartier generale di Milano. Lo smart helmet, indossabile da chi lavora su un qualsiasi impianto nel mondo, permette a chi sta in sede di osservare esattamente quello che noi vediamo sul campo. Grazie a questo strumento possiamo ricevere istruzioni via audio in tempo reale e attraverso lo speciale visore di cui il casco è dotato”.

Intelligente e non ingombrante, l’elmetto si sovrappone al casco già in dotazione e porta in dote all’operatore un microfono, telecamere e visore orientabili, cuffie a controllo di rumore, connettività wireless, batterie indipendenti. Un set tecnologico di ultima generazione per agire al meglio in contesti complessi. “È una vera e propria modalità bidirezionale di lavoro - spiega Mike - che consente all’operatore non solo di comunicare con un collega in remoto, ma di mostrargli quello che vede”. Il tasso di precisione delle indicazioni, da parte di chi risponde, è destinato ad aumentare e l’operatore sul campo, a sua volta, può ottenere diversi tipi di informazione in tempo reale, tra cui documenti o codici dal desktop in remoto.

Sistema BIM, droni e sensori wearable

Per Mike e i suoi colleghi - che si trovano sul campo, lontani da qualsiasi computer - diventa estremamente comodo avere sempre davanti agli occhi le informazioni contenute in un sistema BIM. Il Building Information Modeling (processo digitale attraverso il quale è possibile seguire la vita di un progetto in ciascuna delle sue componenti) è un approccio alle attività di design e di contracting che consente di integrare i modelli 4D con la programmazione.

E se adottare strumenti tecnologici sempre più avanzati favorisce il consolidamento del trend di sicurezza - aspetto su cui le imprese nel settore delle grandi infrastrutture sono maggiormente focalizzate - lo smart helmet non è l’unica declinazione tecnologica presente in cantiere. In prima linea ci sono di certo i droni, che hanno dimostrato di essere molto utili nella supervisione e nel controllo dei cantieri in ogni fase di sviluppo, riducendo l’esposizione delle persone a rischi per la propria sicurezza.

Non solo lo strumento è in grado di riportare ai direttori dei cantieri informazioni in tempo reale, essenziali per identificare falle e inefficienze che potrebbero provocare un incidente. Ma l’utilizzo del drone mette al sicuro tecnici come Mike anche da un altro punto di vista. La sua capacità di esaminare con accuratezza materiali e strutture, come ad esempio i pilastri, evita la presenza dell’uomo in luoghi particolarmente pericolosi. In sostanza, la macchina si sostituisce nei punti di maggiore pericolo di un cantiere, come ad esempio ad altezze elevate o più in generale in posizioni a maggior rischio.

Tra le soluzioni tecnologiche progettate per il corpo dei lavoratori segnaliamo anche il gilet con il colletto gonfiabile, ideato per proteggere collo e testa in caso di cadute da una grande altezza; oppure elmetti dotati di un faro particolare che segnala ai supervisori la posizione di tutti gli operai e rileva la posizione di una persona se rimane in stato di incoscienza oppure se deve essere evacuata velocemente per una perdita di gas all’interno di un tunnel.

Alcuni sensori, infine, potranno essere posizionati negli abiti da lavoro per monitorare la respirazione, la temperatura corporea e la frequenza cardiaca. E per avvertire i supervisori in caso di mancanza di movimento da parte di un lavoratore (che potrebbe aver perso conoscenza). Ma potranno anche essere installati all’interno di un cantiere per analizzare le condizioni dell’ambiente e monitorare elementi chiave come la polvere, la temperatura, il rumore e altri elementi che possono mettere a rischio la salute dei lavoratori.