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Italia e India, la cultura che unisce

La notte migliaia di lanterne a olio si accendono in lunghe file sui davanzali, sulla soglia delle case e sulle terrazze. Con riso colorato, sabbia, farina e petali di fiore i fedeli decorano le strade con i tradizionali rangoli, indossano e regalano vestiti nuovi e dai colori vivaci. Le porte di casa restano aperte la sera, per accogliere le visite degli amici e la dea Lakshmi. Dea della luce, dell’abbondanza e della saggezza”.

 

Diwali MET

 

Così Nadia Ferrigo, giornalista de La Stampa, tratteggia per immagini la festività indiana del Diwali, la “festa delle luci”, una delle più importanti ricorrenze indù che simboleggia la vittoria del bene sul male, del ritorno della luce sulle tenebre. Per questo motivo i fedeli accendono migliaia di piccole fiammelle nei templi, nelle case e in particolari luoghi pubblici. Con il Diwali si onora l’anima: pura, eterna e infinita. La luce della conoscenza, capace di sconfiggere l’ignoranza che maschera la realtà.

 

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Oltre all’India – dove milioni di persone celebrano in famiglia e nelle strade – anche nelle grandi comunità indù all’estero i festeggiamenti sono imponenti. Grazie alla componente indiana (oggi dei circa 5.400 dipendenti del gruppo Maire Tecnimont, oltre duemila operano nella sede di Mumbai, che coordina stabilmente ulteriori tremila tecnici specializzati nel settore elettro-strumentale), il Diwali si festeggia in diverse sedi del Gruppo, così come nel nostro quartiere generale di Milano.

 

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Musica, canti, cibi e vestiti tradizionali per un giorno fanno da cornice alle attività lavorative, ricordando come quello dell’integrazione culturale sia un tema prioritario nel nostro percorso interno di “Cross Cultural Management”. Spiega Yadvinder Rana, docente presso l’Università Cattolica di Milano: “Per far crescere lo spirito di squadra, e migliorare la collaborazione tra persone di culture e Paesi diversi, è fondamentale ridurre la ‘distanza’ tra i vari membri. Ormai gran parte delle organizzazioni anche se non sono multinazionali, sono almeno multi-sito, e le barriere date da lingua e distanza si acuiscono”.

 

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Ben vengano dunque momenti di ricchezza culturali come quelli delle feste tradizionali, vissuti intensamente dai componenti di famiglie che – per esigenze lavorative – hanno scelto di trasferirsi lontano dalla madre-patria. Oltre al Diwali, in Maire Tecnimont di recente abbiamo festeggiato il Navaratri, che rappresenta una parte importante del costume e della cultura induista. A Mumbai, agli inizi di ottobre, gli uffici Tecnimont Pvt. Ltd. si sono illuminati di luci colorate, a cui ha fatto seguito la danza Garba/Dandiya, che riproduce la lotta tra le divinità del bene e del male.

 

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Non fare business con gli sconosciuti

Mario Ruzza l’India la conosce dal 1997. Presidente e amministratore delegato di Tecnimont Private Limited (oltre che senior vice president di Maire Tecnimont), Ruzza in un’intervista ha spiegato come l’India sia il Paese della continuità, della pazienza, dei tempi lunghi. “Tra Italia e India c’è una certa affinità culturale. Le nostre sono culture antiche, in cui i valori e i principi contano. Relazioni interpersonali, ruolo della famiglia, visione di medio termine: questi sono punti condivisi. L’imprenditore e il manager che vengono in India devono essere preparati e disposti a incontrare questa cultura, che ha comunque delle diversità importanti rispetto alla nostra: il significato del silenzio, la difficoltà a dire esplicitamente “no”, la gestione del tempo, l’organizzazione e la gestione delle riunioni… sono tutti punti da capire e a cui adattarsi per operare qui. Nessuno farebbe business con uno sconosciuto: prima ci si conosce come persone e poi si può parlare di affari”.

Conclude Sathiamoorty Gopalsamy, vice president Services Projects: “Nel nostro Gruppo la sinergia tra le componenti indiane e italiane, istituita nel 1996/97 e consolidata nel 2005/06, rimarrà uno dei punti di riferimento nella storia di TICB e Maire Tecnimont. La perfetta integrazione tra le due ‘anime’ è stata raggiunta attraverso il reciproco apprezzamento e l'allineamento consapevole su molti fronti, culturali e professionali. Anche per ciò che riguarda le metodologie di lavoro, la transizione tra i vari dipartimenti è avvenuta senza intoppi, grazie alla fiducia reciproca e al supporto fornito dalla ‘casa madre’ a TICB”.